Come vivere felici dopo gli 80 anni

Raggiungere gli ottant’anni riflette una vita ricca di esperienze e cambiamenti, ma comporta anche un silenzioso mutamento di prospettiva. Man mano che questa tappa si avvicina, l’attenzione si sposta sempre meno sulla durata della propria vita e sempre più sulla qualità degli anni che restano.

Alcune persone sembrano conservare una vivacità innegabile anche in età avanzata. Rimangono curiose, socialmente attive e mentalmente lucide. Altre, invece, sembrano perdere slancio molto prima, allontanandosi gradualmente dal mondo che le circonda.

Sebbene sia facile attribuire questa differenza alla genetica o al caso, la ricerca continua a indicare qualcosa di più complesso – e più promettente.

Ciò che distingue queste esperienze spesso si riduce a poche semplici abitudini.

Una vita quotidiana piena fa la differenza

Senza quella struttura che un tempo scandiva la vita quotidiana, il tempo può iniziare a sembrare privo di punti di riferimento e, per molte persone ultraottantenni, le abitudini che un tempo davano un senso a ogni giornata svaniscono silenziosamente senza che si abbia una chiara idea di cosa le sostituisca.

È qui che lo scopo diventa pratico. A Okinawa, in Giappone – “una zona blu con la più alta concentrazione di centenari al mondo” – il concetto di ikigai, spesso descritto come “la felicità di essere sempre occupati”, riflette l’avere una ragione per rimanere coinvolti nella vita.

Secondo la CNBC, questa idea è strettamente legata alle vite più lunghe e appaganti osservate in tutta la regione.

Lo scopo non deve necessariamente essere grandioso o visibile dall’esterno. Può concretizzarsi in modi piccoli e costanti: prendersi cura degli altri, coltivare i propri interessi o semplicemente sentirsi necessari. Ciò che conta è la sensazione che ogni giorno abbia ancora un significato.

Le relazioni sociali sono fondamentali, non facoltativo

Si dice spesso che la vita sociale sia un extra, qualcosa di cui godere quando tutto il resto è a posto. Ma con l’avanzare dell’età, i legami interpersonali passano dall’essere un bonus a qualcosa di molto più simile a una necessità.

La solitudine non si limita alle emozioni. Influisce sul corpo in modi misurabili, mantenendo elevati i livelli di stress e contribuendo a processi infiammatori che possono incidere sulla salute a lungo termine.

Una ricerca di lunga durata condotta da Harvard continua a sottolineare quanto possano essere potenti le relazioni: «La solitudine uccide», ha dichiarato Robert Waldinger, direttore dello studio, alla Harvard Gazette. «È potente quanto il fumo o l’alcolismo».

Discutendo della ricerca, il professore di Harvard ha affermato che «abbracciare la comunità ci aiuta a vivere più a lungo e ad essere più felici».

«La scoperta sorprendente è che le nostre relazioni e quanto siamo felici in esse hanno una forte influenza sulla nostra salute», ha detto Waldinger. «Prendersi cura del proprio corpo è importante, ma curare le proprie relazioni è anche una forma di cura di sé. Questa, credo, è la rivelazione… Le persone che erano più soddisfatte delle loro relazioni all’età di 50 anni erano le più sane all’età di 80 anni».

Fare movimento rafforza l’autostima

Da tempo si ritiene che il declino fisico acceleri drasticamente con l’avanzare dell’età, dando l’impressione che la perdita dell’autonomia sia inevitabile. Sebbene il corpo cambi nel corso del tempo, le ricerche continuano a dimostrare che la mobilità riveste un ruolo molto più importante nel mantenimento della qualità della vita di quanto molti credano.

Gli esperti sostengono che mantenersi attivi sia molto più importante per preservare la qualità della vita di quanto molti credano. Crediti: Shutterstock

In questo contesto, il movimento non riguarda le prestazioni o l’aspetto fisico, ma la capacità di svolgere le attività quotidiane con sicurezza e senza dipendere eccessivamente dagli altri.

Questa idea trova eco tra gli esperti, che sottolineano l’importanza di rimanere attivi in età avanzata.

«Per molti anziani è utile discutere di ciò a cui danno valore, e spesso questo include aspetti come l’indipendenza e la capacità di godersi la vita, il che richiede di solito di essere il più mobili possibile», ha affermato la dottoressa Angela Catic in un rapporto del Baylor College of Medicine. “Se vogliono rimanere il più funzionali e indipendenti possibile, l’esercizio fisico è in genere una parte importante di come possono farlo”.

“Man mano che invecchiamo, è naturale che i nostri muscoli non siano più così forti, un fenomeno noto come sarcopenia. Possiamo rallentarlo con un esercizio fisico regolare”, ha aggiunto Catic.

Alimenti che favoriscono la longevità

Ciò che mangi continua ad avere importanza, soprattutto man mano che il corpo si adatta all’invecchiamento. Gli alimenti ricchi di nutrienti forniscono gli elementi fondamentali necessari per sostenere la memoria, la salute muscolare e la resistenza generale.

Secondo il National Council on Aging (NCOA), diversi alimenti si distinguono costantemente per il loro ruolo nell’invecchiamento sano:

  • Verdure a foglia verde scura
  • Verdure crocifere
  • Mirtilli
  • Frutta secca e semi
  • Uova
  • Salmone e pesce grasso
  • Yogurt greco naturale
  • Avocado

Questi alimenti offrono un mix di antiossidanti, proteine, grassi sani e vitamine essenziali che aiutano il corpo a funzionare in modo più efficiente nel tempo.

Vivere fino agli 80 anni non è più insolito, ma il modo in cui questi anni vengono vissuti può variare notevolmente da una persona all’altra. La differenza spesso non sta nel caso, ma nelle piccole abitudini integrate nella vita quotidiana.

Avete qualche consiglio personale per vivere una vita felice e sana dopo gli 80 anni? Condividete i vostri suggerimenti nei commenti e non dimenticate di condividere questo articolo, così potremo ascoltare anche il parere degli altri!

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