12 segnali di allarme di aneurisma cerebrale da non ignorare

Un aneurisma cerebrale è un rigonfiamento o un punto debole in un vaso sanguigno del cervello.

Di per sé, è in realtà piuttosto comune e spesso innocuo, poiché molti aneurismi non causano mai sintomi né si rompono.

Tuttavia, se si verifica una perdita o una rottura, può provocare un’emorragia cerebrale — nota come ictus emorragico — che costituisce un’emergenza potenzialmente letale.

Si chiama “sanguinamento sentinella”

Uno dei segnali di allarme più importanti è un mal di testa improvviso e intenso. Secondo la Brain Aneurysm Foundation, altri sintomi comuni possono includere nausea, torcicollo, visione offuscata e sensibilità alla luce.

Non tutti manifestano tutti questi sintomi, ma se compaiono all’improvviso è fondamentale chiamare i servizi di emergenza piuttosto che cercare di recarsi in ospedale da soli. Un intervento medico tempestivo può salvare una vita.

In alcuni casi, un aneurisma può iniziare a perdere piccole quantità di sangue prima di una rottura completa. Questo fenomeno è chiamato “sanguinamento sentinella”. Spesso provoca un mal di testa improvviso e intenso che può durare giorni o addirittura settimane. Si tratta di un segnale di allarme precoce che non dovrebbe mai essere ignorato: è essenziale ricevere cure mediche immediate.

Gli aneurismi non rotti di solito passano inosservati e spesso vengono individuati durante esami effettuati per altre patologie. Ma se crescono di dimensioni, possono esercitare pressione sui nervi vicini e causare sintomi quali:

  • Visione offuscata o doppia
  • Dolore intorno a un occhio
  • Palpebra cadente
  • Pupilla dilatata
  • Debolezza o intorpidimento
  • Cambiamenti nella natura del mal di testa

Sindrome di Ehlers-Danlos

Se si manifesta uno qualsiasi di questi sintomi, è importante rivolgersi immediatamente a un medico. Gli aneurismi si formano quando le pareti delle arterie cerebrali si indeboliscono o si assottigliano.

Alcune persone nascono con questa patologia, mentre altre possono essere più soggette a svilupparla per motivi genetici, specialmente se un parente stretto ha avuto un aneurisma. Anche le donne e le persone di età superiore ai 40 anni sono a rischio maggiore.

Secondo la Cleveland Clinic, anche alcune patologie possono aumentare il rischio, tra cui le malformazioni artero-venose, la malattia renale policistica, la sindrome di Marfan e la sindrome di Ehlers-Danlos vascolare.

Fattori legati allo stile di vita come l’ipertensione, il fumo, il consumo eccessivo di alcol e l’uso di droghe (in particolare la cocaina) possono indebolire ulteriormente i vasi sanguigni.

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Quando un aneurisma si rompe, l’emorragia può durare solo pochi secondi, ma può causare gravi danni. Può distruggere le cellule cerebrali, aumentare la pressione all’interno del cranio e interrompere l’afflusso di ossigeno, portando potenzialmente alla perdita di coscienza, a danni cerebrali permanenti o alla morte, come sottolinea la Mayo Clinic.

Anche dopo il trattamento possono verificarsi complicazioni. Esiste il rischio di una nuova emorragia, di un restringimento dei vasi sanguigni vicini (che può portare a un ictus ischemico) o di un accumulo di liquido nel cervello, una condizione chiamata idrocefalo.

Sebbene non tutti gli aneurismi possano essere prevenuti, specialmente quelli legati alla genetica, esistono modi per ridurre il rischio. Il Servizio Sanitario Nazionale (NHS) raccomanda di concentrarsi sul controllo della pressione sanguigna e di evitare il fumo. Anche seguire una dieta equilibrata, fare esercizio fisico regolarmente, limitare il consumo di alcol e caffeina e mantenere un peso sano può essere d’aiuto, e queste abitudini apportano benefici alla salute generale ben oltre la riduzione del rischio di aneurisma.

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