Con l’ampliarsi della comprensione dell’identità da parte della società, stanno emergendo nuovi termini per descrivere esperienze che non rientrano nelle etichette tradizionali. Una delle etichette più recenti è nebulasexual, un’identità legata alla neurodiversità e alla natura spesso confusa e nebulosa dell’attrazione.
La comunità LGBTQ+ continua ad espandersi con nuove etichette che aiutano le persone a comprendere e esprimere meglio la propria identità. Un termine che sta attirando l’attenzione, in particolare tra gli individui neurodivergenti, è “nebulasexual” (nebulasessuale), un’identità che riconosce la complessa intersezione tra attrazione e differenze neurologiche.
La sessualità attraverso la lente della neurodiversità
Con la crescente consapevolezza della neurodiversità, sempre più persone stanno scoprendo che le tradizionali etichette di orientamento non sempre rispecchiano la loro realtà vissuta. Per alcuni, le differenze neurologiche, tra cui l’ADHD, l’autismo o i modelli di pensiero intrusivi (OCD), rendono difficile distinguere tra i diversi tipi di attrazione: sessuale, estetica o emotiva.
Il termine nebulasexual fornisce un linguaggio per descrivere questa esperienza, aiutando le persone a sentirsi meno isolate e più comprese, confermando l’idea che l’attrazione non è uguale per tutti, soprattutto se filtrata attraverso una lente neurodivergente.
Che cos’è il nebulasessuale?
Il prefisso “nebula” deriva dalla parola latina nebuloso, che significa ‘offuscato’ o “poco chiaro”, e descrive perfettamente l’esperienza confusa e difficile da definire che sta alla base della nebulasessualità, un’etichetta esclusiva delle persone neurodivergenti.
Secondo un post su Facebook condiviso da Autism Nottingham, la nebulasessualità è una sessualità che rientra nella categoria della quoisexualità. Descrive qualcuno che “non è in grado di capire se prova attrazione sessuale o meno a causa della neurodiversità o di pensieri/impulsi/immagini intrusivi. Una persona nebulasessuale potrebbe desiderare il sesso o una relazione sessuale, ma non sa se prova attrazione”.
Questo rende la nebulasessualità diversa dall’essere confusi o incerto. Al contrario, riconosce un’esperienza costante e continua in cui le differenze neurologiche offuscano la capacità di definire l’attrazione in termini convenzionali.
Persone nello spettro autistico
“Non siamo malati, semplicemente proviamo attrazione in modo diverso a causa dei nostri disturbi”, scrive un utente di Reddit in un forum che è diventato uno spazio centrale per discutere di nebulasessualità.
Rispondendo al thread, un altro utente scrive: “Ho pubblicato dei post sui subreddit LGBT chiedendo perché non riesco letteralmente a capirlo. Provo solo delle sensazioni e non so cosa significhino! Inoltre, sono neurodivergente, quindi questo spiega tutto. Sono sicuramente nebulasessuale. È ora di una nuova etichetta!”.
Un altro utente online, che è nello spettro, ha condiviso la sua prospettiva, spiegando che non prova “disgusto o desiderio, semplicemente niente”.
“Almeno posso capire questa parte di me stesso. Molte persone autistiche, almeno per quanto posso vedere, provano attrazione in modi molto diversi e sfumati rispetto a quelli che la norma neurotipica postula, e sono contento che stiamo gradualmente dando spazio a queste idee”, scrive l’utente.
ADHD e OCD
“Essendo affetto da ADHD, il mio cervello elabora tutto in modo diverso. Potrei pensare che qualcuno sia attraente, ma si tratta di attrazione sessuale, estetica o semplicemente del mio cervello che si fissa ossessivamente sulle sue caratteristiche? Non ne ho idea. Il termine nebulasexual calza a pennello”, ha condiviso un utente del web, spiegando che l’ADHD complica la sua comprensione dell’attrazione.
Per alcuni, il disturbo ossessivo compulsivo aggiunge un ulteriore livello di confusione: “I pensieri intrusivi rendono così difficile capire cosa sono IO e cosa è solo il caos del mio cervello. Questa etichetta mi aiuta a sentirmi meno distrutto e più compreso”.
“Ufficialmente impazziti”
Ma, come molte identità emergenti, la nebulasessualità ha suscitato scetticismo. Alcuni utenti hanno messo in dubbio la necessità di questo termine: “Non capisco perché abbiamo bisogno di così tante etichette. Non è solo confusione sulla propria sessualità?”, chiede un utente.
Un secondo utente ha condiviso un post su Facebook, esprimendo la sua frustrazione per l’elenco sconcertante di etichette che descrivono così tante identità: “Abbiamo ufficialmente perso la testa… Davvero, non ti viene voglia di mollare tutto quello che hai in mano e tornare a casa?”.
Sesso biologico e genere
Nel frattempo su Quora, un utente ha cercato di spiegare le decine di identità di genere esistenti: «La definizione di genere è stata ridefinita in modo da non essere più equiparabile al sesso biologico. Il genere è ora inteso come un costrutto sociale che ruota attorno al sesso biologico, ovvero il modo in cui gli individui e la società in generale lo percepiscono e interagiscono con esso.
“In base a questa definizione, il genere di ogni persona è unico come la sua esperienza personale, ma esistono modi per classificare le persone in base al loro rapporto con il loro biosex, e questa è l’origine dei milioni di termini utilizzati per descrivere i diversi generi”.
Man mano che identità come quella nebulasexual acquisiscono visibilità, ampliano la nostra comprensione collettiva della sessualità umana. Per molte persone neurodivergenti, non si tratta di inserirsi in un’altra categoria, ma di trovare una parola che rifletta la loro realtà.
Cosa ne pensate delle identità che continuano a emergere? Condividete con noi le vostre opinioni e poi condividete questa storia, così potremo sentire il parere di altre persone!
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